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Tav, Porchietto e Vignale (FI): ancora una volta al Pd manca il quid

29.07.2014

"Era il momento della verità sulla Tav. Ancora una volta al centrosinistra è mancato il quid". Ad affermarlo Claudia Porchietto e Gianluca Vignale consiglieri di Forza Italia in Regione Piemonte, commentando il niet del Partito Democratico alla loro mozione sulla ripartizione dei fondi di compensazione per la Torino-Lione.

In sostanza l’atto presentato dai due consiglieri come risposta al Patto di Isolabella chiedeva al presidente Chiamparino di domandare al Cipe di “provvedere ad escludere i Comuni che revocheranno o hanno revocato la nomina del proprio tecnico nell’Osservatorio dal riparto generale delle risorse a disposizione per le opere e le misure compensative, in modo da ridistribuire questi fondi tra i restanti Comuni aderenti”.

“Ci vuole coerenza nella vita – spiega Porchietto prima firmataria del documento –. Questa mozione nasceva proprio da tale convinzione. Permettere al Pd, una volta per tutte, di chiarire ai propri sindaci che si concerta a 360° e non solo laddove conviene. Non è che da un lato si incassano le risorse, derivanti dalle opere compensative, e dall’altro poi si rinnega la strategicità dell’opera dalle quali esse derivano. L’esempio eclatante è Susa che sta beneficiando degli anticipi sui fondi derivanti dalla Tav: si pensi ai trasferimenti per la realizzazione del Ponte degli Alpini (1,2milioni di euro); le opere di manutenzione energetica per l’Itis (650mila euro); il recupero del Teatro civico (4,4 milioni di euro). Non mi risulta che il neo sindaco Plano, il quale si è detto contrario all’Osservatorio e all’utilizzo dei fondi compensativi, abbia fatto formale istanza di rifiuto dei fondi deliberati per tali opere. Il Partito Democratico aveva oggi l’occasione di stanare chi gioca su due piani, ma si è nascosto come sempre sulle tecnicalità, preferendo il bluff. Si pensi a quanto affermato da Ferrentino, per giustificare il voto contrario del gruppo: con questa mozione si penalizzerebbero i cittadini dei comuni No Tav. In verità così non è in quanto le opere considerate strategiche dall’Osservatorio rimarrebbero, verrebbero meno solo quelle richieste dai Comuni in sede di trattativa privata”.

"Sulla Tav il centro sinistra non può giocare due posizioni differenti – sostiene Vignale - barricadero in Val Susa e moderato in aula. È arrivato il tempo delle scelte e di dire una volta per tutte se si intende sostenere il territorio e o se si intende mandare in aria un progetto tanto vitale per il territorio e i milioni di euro dati ai Comuni per le opere di compensazione. Con il nostro ordine del giorno non si vogliono penalizzare i valsusi ma premiare quei cittadini che ogni giorno sostengono, con parole e fatti, un’opera fondamentale per la vitalità del nostro territorio. Crediamo infatti sia un atto di responsabilità e serietà evitare che in un territorio che ogni giorno vive la protesta no tav  permettere che ci siano sindaci che prendono milioni di euro con la mano destra e aizzano la bandiera della protesta con quella sinistra”.

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