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Telecom, Porchietto: sconfitta per l'Italia. Bisognerebbe mettere in discussione anche il management oltre la classe politica

24.09.2013

“Il passaggio sotto i colori spagnoli di Telecom è l’ennesimo triste addio di un marchio storico del nostro Paese. Si tratta di una pesante sconfitta per l’Italia che non riesce a salire sul treno della globalizzazione, sfruttandola per diventare leader nel mondo”. Così Claudia Porchietto, assessore al Lavoro della Regione Piemonte.

“In questo Paese – continua l’esponente della Giunta Cota – si ha la tendenza ad attribuire tutte le colpe alla classe politica. E queste ci sono certamente. Credo che però sia necessario iniziare a mettere in discussione anche il nostro management e la nostra classe dirigente alla quale manca la capacità di pensare in grande, di espandersi, di acquisire know how estero, di costruire nel proprio settore il mondo del domani. Siamo sempre di più ostaggi di antichi retaggi autarchici che ci penalizzano nel mercato moderno”.

“Certamente non aiuta la differenza di potere contrattuale che l’Italia esercita sui tavoli Ue – conclude Porchietto –. Si pensi all’utilizzo degli aiuti di stato di cui la Germania e la Francia fanno ampio uso. Esiste insomma ancora una sorta di protezionismo nazionalista in quei Paesi che da noi è completamente estinto. Confido che il caso Telecom porti il Governo Letta a riflettere su questo punto, magari auspicando che diventi elemento di discussione con l’onnipresente Commissario Rehn”.

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