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Fondi Europei: sinergie e priorità per valorizzare al meglio la programmazione futura

19.11.2012

Ben al di sopra della media italiana, ma ancora non in linea con gli standard delle regioni di altri Paesi europei più sviluppati. Il Piemonte ha già fatto molto grazie all'utilizzo dei fondi strutturali, ma rimane ancora parecchia strada da percorrere, in un contesto internazionale più difficile e con la nuova programmazione che è tuttora oggetto di un delicato negoziato.

Stamani, a Torino, nel corso del convegno "La Politica di Coesione 2014-2020. Le regole generali e le linee guida per la programmazione in Piemonte" presso il Centro Congressi della Regione, è stato tracciato un bilancio sugli obiettivi finora raggiunti nei vari settori interessati, con uno sguardo soprattutto al futuro e alle priorità da seguire.  La consapevolezza emersa è che il sistema regionale ha dato prova di buona gestione in questi anni nell’utilizzo dei fondi comunitari. Le misure realizzate a sostegno dell’occupazione hanno in parte attutito l’emergenza sociale e il deterioramento dei conti delle aziende, mentre quelle a sostegno del credito hanno moderato la stretta creditizia, soprattutto nei confronti delle  piccole e medie imprese. 

«Il nostro modello di sviluppo - ha dichiarato l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Giordano - si è concentrato sulla difesa del manifatturiero e della nostra tradizione industriale. Siamo stati in linea in questi anni con gli obiettivi della programmazione, ma bisogna adesso compiere un salto di qualità  rispetto a quanto fatto finora. Penso soprattutto alla realizzazione di un distretto piemontese sulla green tech, che aggreghi le competenze esistenti e le valorizzi in ogni settore, con l'obiettivo più ambizioso di diventare un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale». 

Sugli aiuti alle aziende in crisi in ottica di riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori ha puntato l'attenzione l'assessore al Lavoro e Formazione professionale, Claudia Porchietto che, in merito all'utilizzo dei finanziamenti europei, ha sottolineato la «necessità di creare sempre più una forte sinergia tra i fondi, potenziando allo stesso tempo il ruolo della Regione, che deve riuscire a innescare un circolo virtuoso in grado di far ripartire l'economia anche oltre i settori tradizionali. Nella nuova programmazione - ha detto l'assessore - dovrà essere centrale il ruolo attivo delle parti sociali».

«Abbiamo in mente priorità importanti - ha poi aggiunto l'assessore all'Agricoltura, Claudio Sacchetto - alle quali sarà dedicata particolare attenzione nel momento della programmazione: tra le altre, innovazione delle aziende, strutturazione delle imprese, sistemi assicurativi, coinvolgimento delle aree agricole marginali. Dalla qualità del lavoro portato a termine dipenderà l’efficienza del comparto agricolo futuro».

Il negoziato sulla programmazione 2014-2020 sarà quindi fondamentale per conoscere quante risorse verranno messe disposizione per il futuro, che si annunciano però già limitate rispetto agli obiettivi da perseguire.

«Per poter sopperire al rischio di ridimensionamento dei fondi - ha dichiarato l'assessore all'Ambiente, Roberto Ravello - è necessaria una maggiore interdipendenza tra i territori sugli obiettivi da raggiungere, aspetto che risulta penalizzato anche dal progressivo superamento di alcune realtà di governance territoriale. Il ruolo che il Piemonte  ha assunto nell'ambito della regione transfrontaliera è senz'altro un'opportunità per dare le giuste risposte alle richieste che i territori stessi si attendono».

«Appare chiaro che ci troveremo di fronte ad una riduzione rispetto alla programmazione precedente - ha concluso l'assessore al Bilancio, Giovanna Quaglia - per cui cercheremo di concentrare le risorse sugli obiettivi più strategici, creando un'integrazione tra più settori. Non si potrà prescindere da un lavoro congiunto, che la Regione ha comunque già avviato attraverso il lavoro portato avanti dall’apposito tavolo interassessorile».
 

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