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Pari opportunità, Porchietto: nuova legge deve essere solo uno strumento per incentivare un naturale riconoscimento

13.08.2012

“Ieri è entrata in vigore la legge che disciplina la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo sulle società pubbliche costituite in Italia. Credo che sia uno strumento importante se vissuto non come coercitivo bensì come sollecitazione ad avviare un processo di riconoscimento naturale del mondo femminile”. Così l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Claudia Porchietto.

“Ho guardato i dati che interessano gli organi delle controllate nelle quali come Regione abbiamo potere di nomina – spiega l’esponente della Giunta Cota – su trecento posti di sottogoverno solo 48 vedono nominate delle donne. Questo numero rappresenta poco più del 15% dei posti disponibili, ben al di sotto di quella quota del 33% che fissa la nuova legge. Se poi guardiamo ai ruoli di presidente o vicepresidente dei vari organi, si possono contare sulle dita di una mano le donne che ne sono alla guida. Questi dati mostrano come sia ancora in salita la strada delle pari opportunità per garantire equi diritti al genere femminile”.

“Ma d’altra parte anche guardando ai dati occupazionali i dati mostrano come ancora si guardi con sospetto al mondo femminile. Se in Italia l’occupazione femminile è pari al 63,9%, circa 12 punti percentuali in meno rispetto alla media dell’Ue a 27, in Piemonte è pari al 59,1%. Dati peraltro peggiorati da una crisi finanziaria che si è abbattuta con maggiore vigore sui lavoratori più deboli: giovani, over50 e donne. In particolare quest’ultime hanno visto aumentare il divario tra generi in questi ultimi anni con una crescita della disoccupazione maggiore, pari al 3% in più rispetto agli uomini”.

Conclude Porchietto: “Proprio per questo ben venga una legge che, almeno laddove si procede per cooptazione, si rispetti un’adeguata proporzione tra generi. Una legge che non deve essere vissuta come coercitiva, ma anzi deve sfatare alcuni tabù. Ancora di più in una terra come il Piemonte, dove abbiamo già molte donne che rivestono ruoli chiave di governo locale e nazionale: si pensi ad esempio al mondo del lavoro dove la Presidenza dell’Unione Industriale di Torino, il segretariato regionale della Cisl, la presidenza di Ascom, l’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte e il Ministero del Lavoro sono tutti posti che vedono protagoniste donne piemontesi”.

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